Tempo fa (venerdì 21 marzo 2008), scrivevo che uno dei primi problemi che deve affrontare chi vuole aprire un blog è il titolo da dare allo stesso. Vero, ma assai limitativo come quadro iniziale. Il problema reale è, una volta creato il blog, gestirlo in modo efficace, per renderlo visibile, eventualmente apprezzato e, soprattutto, vivo. Sono tanti i blog che nascono e si trascinano con una pseudo esistenza insipida ed evanescente. Il mio, per ora, non fa eccezione a questo scenario desolato: sei contributi negli ultimi 6 mesi.
Questo lo stato dei fatti.
Ora, i buoni propositi: scrivere almeno un pezzo (un po' di linguaggio giornalistico non fa mai male) alla settimana, ergo quattro al mese, ergo cinquantadue all'anno. Ritengo che questa sia la condizione minima per garantire una sopravvivenza accettabile al proprio spazio di confronto sul web. Perché il buon proposito si concretizzi, alcuni ingredienti sono indispensabili: 1. volontà; 2. idee; 3 qualcosa di intelligente da dire sulle idee trovate; 4. tempo.
Appuntamento, dunque, su queste pagine, fra sette giorni o giù di lì.
Questo lo stato dei fatti.
Ora, i buoni propositi: scrivere almeno un pezzo (un po' di linguaggio giornalistico non fa mai male) alla settimana, ergo quattro al mese, ergo cinquantadue all'anno. Ritengo che questa sia la condizione minima per garantire una sopravvivenza accettabile al proprio spazio di confronto sul web. Perché il buon proposito si concretizzi, alcuni ingredienti sono indispensabili: 1. volontà; 2. idee; 3 qualcosa di intelligente da dire sulle idee trovate; 4. tempo.
Appuntamento, dunque, su queste pagine, fra sette giorni o giù di lì.
2 commenti (CLICCA QUI PER AGGIUNGERE UN COMMENTO):
Aggiungo: 5. qcuno (scritto col T9) che ti legge. Alegher
Mi trovo d'accordo con tale Beo. Qualcuno che ti legge. Da bravo pessimista quale sono, ritengo che la maggior parte delle persone che scrivono sui blog siano vicine all'ignoranza più completa. Questo blog non viene letto perchè non è abbastanza scemo: non parla di spettegolezzi; non parla dell'isola dei famosi; non parla di pseudo-politica di sinistra; non porta aleatori e faziosi attacchi alla presunta casta che ci opprime, che non ci lascia liberi, che non ci da lavoro, quando in realtà siamo noi gli sfaticati che cerchiamo ogni pretesto per farci mantenere e sopportare dalla società; non organizza V.Day con il finto scopo di svegliare la massa imbelle dei cittadini, ma con il risultato di arricchire il genio che porta al guinzaglio i propri bloggere; etc. etc.
Per quanto attiene al grammatica, spetta a voi insegnanti porre il freno. Non si può permettere che nel vocabolario rientrino termini come "tronista", ammetto che una lingua che non cambia mai sarebbe una lingua morta, ma a tutto ci deve essere un limite. Altrimenti si dovrà cambiare anche la grammatica ed accettare come corretto l'orribile "pò", visto che la maggioranza delle persone lo scrive così.
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