venerdì 2 maggio 2008

Un caso di trasparente idiozia

Qualcuno ha avuto il coraggio di chiamarlo un evidente segnale di "democrazia trasparente". Per me, invece, si dovrebbe parlare di un preoccupante caso di vera, nostrana, "idiozia trasparente".

La pubblicazione, nella memorabile data del 30 aprile 2008 (da segnare in rosso negli annali), dei redditi degli italiani sul sito dell'Agenzia delle Entrate ha scatenato, giustamente, un putiferio. Per alcune ore chiunque ha potuto curiosare (legittimamente, viene da dire) nel portafoglio del vicino, del nemico, del superiore o della star di turno. I nostri redditi da qualche giorno viaggiano infatti liberi nell'incontrollabile traffico della rete: poco importa che il Garante abbia opportunamente bloccato il sito origine del grande misfatto, perché nei circuiti peer-to-peer tutto è ancora visibile e consultabile. E in bocca al lupo ai maghi della Polizia Postale; non li invidio davvero.

Le conseguenze di tale brillante iniziativa, l'hanno detto in tanti, potrebbero essere assai spiacevoli: un incentivo agli intenti malavitosi, un carburante efficace per accendere invidie e pettegolezzi, un'occasione per denigrare il prossimo e quanto altro di peggio si possa immaginare. Se pensiamo che da qualche anno siamo costretti a firmare autorizzazioni scritte a tutela della privacy anche se si tratta soltanto di emettere un rutto, il paradosso appare di dimensioni davvero colossali. Possibile che si arrivi a tanto? Ma un po' di sano senso civico, di responsabilità etica nei confronti di chi si comporta - o cerca di comportarsi - da cittadino onesto, pagando le tasse e cercando di arrivare sereno alla fine del mese, non esiste più? Resto sbalordito, incredulo, non trovo nemmeno più gli aggettivi. E quando sento dire che non si tratta di una novità, perché nei Comuni italiani chiunque poteva già in passato accedere a tali dati (che mi permetto di definire "sensibili"), mi viene il dubbio che le autorità (con la minuscola, volutamente) che hanno deciso ciò non siano poi molto al passo coi tempi: è vero, nei Comuni si potevano consultare anche prima, ma 1) si era (e si è) obbligati a lasciare una traccia del proprio passaggio, comunicando le proprie generalità e 2) Internet è una cosa un pochino diversa, se l'informatica non è un'opinione.

Insomma, non riesco a togliermi dalla mente questa bella cosa italiana. Spero solo che questa volta chi ha sbagliato paghi, e che non si debba tornare a parlare troppo spesso di "idiozia trasparente". Almeno, non a questi livelli.

2 commenti (CLICCA QUI PER AGGIUNGERE UN COMMENTO):

mbeo ha detto...

Secondo me è coerente con l'approvazione della legge sull'indulto. Come ben dici, "idiozia trasparente": come questa legge.
Almeno una parte di chi è fuori con l'indulto (ma non solo!), saprà chi estorcere, rubare, assalire, rapinare.
C'è una logica, perversa, ma è lì da vedere.

marco ha detto...

Mi inserisco ancora per dire che da noi, in Ticino, la Lega è d'accordo con una simile procedura. Affermazione del suo leader a vita. Attenzione dunque alle contaminazioni di "filosofia politica" che tra le due Leghe ci sono sempre state. Prepariamoci!

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