sabato 22 marzo 2008

La lingua italiana e l'acqua minerale

Anche un'etichetta su una bottiglia di acqua minerale può prestarsi a interessanti riflessioni di natura linguistica. Qualche tempo fa, mentre versavo dell'acqua in un bicchiere, mi soffermai per caso sulle parole apposte sull'etichetta (non dirò la marca, ma su tutte le bottiglie in commercio in Italia la medesima scritta è presente). Staccai l'etichetta e la conservai. Le parole, che leggo con sconcertato stupore ancora oggi, sono le seguenti:

L'allattamento al seno è da
preferire, nei casi ove ciò non sia
possibile, questa acqua minerale
è indicata per la preparazione
degli alimenti dei neonati.
Indicata nell'alimentazione
dei neonati.


Sotto la scritta, in caratteri molti piccoli, si legge "Decreto Min. Sanità n. 3682 del 29/03/2006". Sono andato a controllare il testo del decreto (uso la minuscola, perché non mi sembra meritare particolare reverenza), ed è efettivamente formulato così. Ora, lasciando perdere il discorso sugli a capo, legati a esigenze grafiche di impaginazione sull'angusto spazio dell'etichetta, proviamo ad analizzare la struttura linguistica di questo breve testo. In primo luogo, è davvero impossibile non notare la ridondanza del messaggio conclusivo: la frase "Indicata nell'alimentazione dei neonati" ripete il concetto appena espresso, sintetizzandolo (5 parole contro le 8 di "indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati"); ma si tratta, appunto, di una sintesi ridondante, cioè del contrario di ciò che dovrebbe essere una vera sintesi. Viene da chiedersi se chi ha rivisto il testo sia stato un po' disattento. Ma, soprattutto, viene da chiedersi se questo fantomatico personaggio conosca la punteggiatura e il suo miglior uso. Se leggiamo il testo dall'inizio, appare evidente come la prima virgola sia per lo meno fuori luogo, perché compromette l'efficacia comunicativa della frase seguente, che potrebbe portare a un'interpretazione di questo tipo: "L'allattamento al seno è da preferire, nei casi ove ciò non sia possibile": un vero paradosso. Il testo tornerebbe perfettamente comunicativo e strutturato sostituendo quella prima virgola con un punto. Meglio ancora (ma forse è chiedere troppo), con un bel punto e virgola. Sistemando punteggiatura e ridondanza, proporrei dunque al Ministero della Sanità di correggere questo passo del decreto (che obbliga i produttori di acqua minerale ad apporre la scritta sulle loro bottiglie) così:

L'allattamento al seno è da preferire; nei casi ove ciò non sia possibile,
questa acqua minerale è indicata per la preparazione degli alimenti dei neonati.


In questo modo si accontenterebbero almeno tre categorie di individui: i produttori di acqua minerale, che potrebbero risparmiare un po' di spazio sulle etichette, per messaggi più colorati ed efficaci in termini di mercato; i bevitori di acqua minerale che si divertono a leggere quanto è scritto sulle etichette (non molti, a dire il vero, ma alzi la mano chi non l'ha mai fatto almeno una volta nella vita); gli amanti della nostra splendida (e bistrattata) lingua. Quelli che, come il sottoscritto, non capiscono perché ci si debba complicare la vita, arzigogolando sulla lingua al solo scopo di renderla più "burocratica" e anti-comunicativa.


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